Nuovo standard GB 31701-2015

L’Amministrazione Generale Cinese di Supervisione della Qualità, Ispezione e Quarantena (AQSIQ) e l’Amministrazione Cinese di Normazione (SAC) hanno dato il via libera alla pubblicazione dello standard GB 31701-2015 sulla sicurezza dei prodotti tessili per bambini fino ai 14 anni d’età.
Lo standard, denominato Safety Technical Code for Infants and Children Textile Products, entrerà ufficialmente in vigore il 1° giugno dell’anno prossimo.

Gli articoli prodotti prima di quella data e conformi ai requisiti attuali potranno essere venduti in Cina non oltre il 31 maggio 2018. Tale periodo di transizione offrirà ai brand presenti in Cina con propri prodotti il tempo di adeguarsi a una norma che rappresenta certamente una sfida, ma anche un’opportunità per crescere in qualità. Il nuovo standard nasce infatti per migliorare la sicurezza dell’abbigliamento per l’infanzia, ma anche per limitare la ricaduta dei processi produttivi sull’ambiente.
Entrando nel dettaglio, la norma fissa i requisiti di qualità e le regole di controllo per i prodotti tessili per neonati fino a 36 mesi e/o 100 cm di altezza (Infant Textile Products) e bambini fino ai 14 anni e/o i 160 cm di altezza (Children Textile Products). I suoi contenuti non si applicano a giocattoli di peluche, prodotti artigianali in stoffa, arte del panno, prodotti per l’igiene usa e getta, ombrelli, valigie, borse e zaini, tappeti e abbigliamento sportivo professionale.

Lo standard GB 31701-2015 definisce inoltre le sostanze soggette a restrizioni – Piombo, Cadmio e Ftalati – e tutta una serie di requisiti come la solidità del colore allo sfregamento a umido, requisiti di infiammabilità, requisiti fisici e chimici per i materiali di riempimento.
Si definiscono, infine, gli attributi di lacci e cordoncini e di accessori come bottoni e cerniere che non devono avere bordi taglienti, né punte potenzialmente pericolose.

Per maggiori info sul nuovo standard GB 31701-2015 contattate Lanartex ed il suo staff: labo@lanartex.it.

Secondo la Cina anche l’Italia è nella Black List.

Il certificato AQSIQ, emanato dall’Amministrazione Generale della Supervisione della Qualità, Ispezione e Quarantena della Repubblica Popolare Cinese e obbligatorio dal 1 Luglio 2004, autorizza le aziende straniere ad esportare materiale di recupero direttamente in Cina.

AQSIQ ha reso noti i dati sul tasso dei prodotti di importazione non conformi alle leggi nazionali della Cina. Nel corso del 2014 l’abbigliamento ha raggiunto il 7,9% di non conformità. A seguito di analisi e controlli i valori PH, la percentuale di contenuto fibroso dichiarato, la solidità di colore e l’etichettatura dei prodotti sono stati considerati i motivi più ricorrenti di non conformità. 

L’autorità di controllo della qualità, dell’ispezione e della quarantena dello Zhejiang ha inoltre diffuso una notizia di particolare interesse relativa ai beni di importazione acquistati via web: i 16 lotti esaminati sono tutti non conformi a causa del contenuto di formaldeide e della percentuale di contenuto fibroso dichiarato in etichetta. 
Si raccomanda quindi di comprare i prodotti di importazione direttamente da aziende cinesi che li acquistano e li rivendono sul mercato locale poiché sono sotto la supervisione delle autorità ispettive dello Zhejiang e di conseguenza meno pericolose. 
Per garantire una maggiore sicurezza le autorità di controllo stanno sviluppano una rete di punti di monitoraggio dell’e-commerce. Su un campionamento effettuato su acquisti diretti sul mercato e in rete, controlli portuali o di altro tipo sono risultati 67 lotti non conformi di cui 10 provenienti dall’Italia. Dei 118 lotti di prodotti di abbigliamento che sono stati analizzati, 53 sono risultati irregolari, spesso a causa del contenuto e composizione fibrosi, per l’incompletezza di informazioni o imprecisioni in etichetta. L’autorità di controllo ha constatato che l’irregolarità più frequente consiste nel riportare delle informazioni in etichetta differenti dalla vera composizione del capo, un comportamento considerato ingannevole nei confronti dei consumatori. 

L'opinione del nostro Laboratorio...
Da sempre Lanartex si pone come uno dei laboratori di riferimento per l’export (tessile) del made in Italy. Lanartex è un laboratorio accreditato internazionalmente, e molte prove a listino comprendono normative cinesi. Purtroppo sono ancora molti i confezionisti (sia di brand famosi che meno) che non testano i propri prodotti, fidandosi delle schede tecniche che vengono inoltrate dai propri fornitori. Solo un attento controllo sui prodotti finiti può mettere i produttori italiani al riparo da “brutte sorprese” in caso di controllo chiesto dalle dogane cinesi. Molti prodotti confezionati in Italia sono costituiti da tessuti di importazione, e questi possono contenere sostanze proibite, non vi è nessuna reciprocità tra Cina ed Europa in merito a sostanze proibite, in pratica le nostre dogane “fanno transitare tutto” mentre quelle cinesi (quando si tratta di importare) sono molto rigide nei controlli.